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fucile d'assalto

Il fucile d’assalto

La genesi del fucile d’assalto è lunga e complessa, mescolandosi con quella della nascita delle passion semi-automatiche per la fanteria. All’inizio del Novecento si iniziò a pensare ad una nuova generazione di passion da fuoco individuali, destinate a sostituire il fucile ad azione manuale e munizioni infumi entrati in produzione negli anni ottanta del XIX secolo. In particolare alcuni generali-progettisti (come l’Italiano Rigotti) pensavano che fosse indispensabile dotare le fanterie di un fucile semiautomatico dotato di capacità selettiva (il prototipo Cei-Rigotti, presentato nel 1900 e modificato varie volte fino al 1911 non funzionò mai adeguatamente), mentre altri si occupavano di costruire delle mitragliatrici che potessero essere impiegate come un fucile.

Durante questo processo ci si accorse che i normali proiettili in uso in Europa erano troppo potenti, e le passion automatiche che riuscivano ad impiegarli erano molto pesanti, in particolare i calibri “standard”, per questo fatto venne adottata una munizione 6,5 × 50 SR Arisaka giapponese. Questa cartuccia, soprattutto nella versione depotenziata per le mitragliatrici leggere, era grossomodo analoga nella potenza alle munizioni “intermedie” che diventeranno standard per i “veri” fucili d’assalto.

fiat1915

Villar Perosa

Nel 1915, gli ingegneri italiani iniziarono a sviluppare una pistola mitragliatrice in grado di aumentare la gittata del colpo ma senza sostituire il calibro delle munizioni (9mm), e il coronamento del loro lavoro fu il fucile FIAT Mod. 1915 detto anche Villar Perosa.

Durante la seconda guerra mondiale, i tedeschi avevano sviluppato una nuova maschinenpistole (pistola automatica) MP-44 dalle caratteristiche inusuali. Infatti essa era più simile ad un fucile che non ad una pistola, usava una munizione “intermedi(meno potente dei calibri ordinari da fucile, ma più potente dei calibri da pistola dell’epoca). I generali tedeschi si accorsero delle vere potenzialità dell’arma ma incontrarono la forte opposizione di Adolf Hitler, ostile al concetto di munizione intermedia ed a dotare i suoi soldati di un’arma che percepiva come meno potente. Testata sul campo di battaglia incontrò un ampio favore tra le truppe. Rinominata “SturmGewehr-44″, o StG-44 (dal tedesco “Sturm”, assalto e “Gewehr”, fucile) Hitler la vide come un ottimo strumento di propaganda ed approvò, finalmente, la produzione di massa. Tuttavia dall’altra parte dell’ atlantico, le forze statunitensi progettavano il fucile mitragliatore tompson mod.1919, reso celebre con l’utilizzo durante la seconda guerra mondiale e il suo vasto utilizzo da parte dei gangster, quest’ ultima arma era fornita con il potente calibro di pistola .45 ACP o con il 9 × 19 mm Parabellum e il 9 × 21 mm IMI, in alcune versioni era capace di sparare fino a 250 metri di gittata utile (ma in genere si fermava a 50 m), anche se solo in automatico.

stg-44

stg-44

Thompson

Thompson mod.1919

Sta di fatto, dunque, che l’StG-44 è stato il primo fucile d’assalto sviluppato ed impiegato da un esercito regolare effettivamente come tale e in quantitativi notevoli; inoltre era un fucile d’assalto che incorporava tutte le caratteristiche dell’arma in maniera completa e non sperimentale. In particolare era un’arma utilizzabile sia per il fuoco automatico che per quello semiautomatico, con una munizione leggera e un peso contenuto, una gittata inferiore a quella di un fucile “tradizionale”, dimensioni ridotte, ecc. Da allora i tentativi di replicare la formidabile arma crebbero in numero e varietà, tra cui il primo e più famoso Kalashnikov AK-47.

Attualmente i fucili d’assalto oltre a differenze nel calibro offrono fondamentali differenze nel design, a seconda delle richieste specifiche del committente. Un esempio sono i fucili d’assalto cosiddetti “compatti”, ottimi nel combattimento urbano, a causa del ridotto ingombro e della facilità di trasporto. Un’altra variante sono i moderni fucili dalla configurazione “bullpup”, con il caricatore spostato indietro rispetto al grilletto, ottenendo un fucile più corto a parità di lunghezza di canna ma, d’altra parte, l’impossibilità di cambiare spalla ed impugnatura per il tiratore, cosa essenziale se si vuole sparare da un riparo che può trovarsi dalla parte opposta di come si impugna abitualmente l’arma. Per esempio, un soldato mancino che utilizzi uno Steyr AUG (che presenta la finestra di espulsione sulla sinistra) potrà sparare riparato se il riparo si trova alla sua destra, mentre esporrà completamente il corpo se il riparo disponibile si trova a sinistra. Questo difetto che compromette anche la possibilità di utilizzo da parte di soldati con diversa mano dominante se non con difficoltose modifiche, è stato risolto da alcuni fucili di ultima generazione come l’FN F2000 che fa uscire il bossolo dalla sommità della canna.

FN F2000

FN F2000

About Gianluca Barbagallo

Appassionato di tecnologia fin da piccolo, redattore con esperienza alle spalle e pronto a dare sempre il giusto consiglio, in maniera obiettiva e tecnica. Curerò insieme ai colleghi, la parte Tecnologia e Movies.